terapia ABA

Autismo e Terapia A.B.A.

In cosa consiste la terapia A.B.A.

L’analisi del comportamento applicata A.B.A. (Applied Behavior Analysis) è una scienza che studia il comportamento umano e le sue relazioni funzionali con l’ambiente, con lo scopo di migliorare la qualità di vita, agendo su comportamenti socialmente significativi.

L’obiettivo del trattamento di un bambino autistico con il metodo A.B.A. è quello di migliorare la sua qualità di vita e le relazioni con gli altri.

Il campo di applicazione di questa tecnica, in cui si è mostrata una più significativa crescita, è quello riguardante i bambini con disturbo autistico.

Anni di studi e ricerche, hanno dimostrato infatti l’efficacia del metodo A.B.A. nel ridurre comportamenti disfunzionali e nel migliorare ed aumentare la comunicazione, l’apprendimento e comportamenti socialmente appropriati. A.B.A è l’intervento ritenuto maggiormente efficace nel trattamento dello spettro autistico dalle Linee Guida della Sanità presentate a Roma il 26 Gennaio 2012 Trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e adolescenti.

Quali sono le procedure del metodo A.B.A.

I principi fondamentali su cui si basa l’analisi comportamentale applicata sono quelli della teoria dell’apprendimento e del condizionamento operante. Il comportamento viene considerato operante perché opera nell’ambiente per produrre determinate conseguenze. Secondo questo principio, il comportamento viene modellato o plasmato dalle conseguenze che lo stesso riceve.

Tali conseguenze ne influenzeranno ed altereranno la forma e la frequenza con cui il comportamento si ripresenterà in futuro.
Il comportamento sarà analizzato in base agli stimoli ambientali che lo precedono, gli ANTECEDENTI, e ai movimenti dell’individuo in risposta allo stimolo ambientale, le CONSEGUENZE.

Collegati a questi principi, i concetti chiave sono quelli di RINFORZO, ESTINZIONE, CONTROLLO DEGLI STIMOLI e GENERALIZZAZIONE.

Il RINFORZO è definito come ogni conseguenza del comportamento che rafforza il comportamento stesso, cioè aumenta la frequenza e la probabilità della sua comparsa. Può essere negativo (evitare un potenziale stimolo avversivo) o positivo (ottenere attenzione o avere accesso ad una determinata attività).
Nel momento in cui il rinforzo non viene più applicato, la probabilità futura di comparsa di un comportamento si riduce: questo fenomeno prende il nome di ESTINZIONE.

Il CONTROLLO DEGLI STIMOLI si ha nel momento in cui un particolare comportamento, dopo essere stato rinforzato solo in presenza di uno stimolo antecedente, inizia a verificarsi solo in presenza di tale stimolo e non in sua assenza.
La GENERALIZZAZIONE permette, invece, di trasferire quanto appreso anche in una varietà di contesti e ambienti diversi.

Applicazione della Terapia A.B.A.

PROMPTING: consiste nella presentazione di un indizio o un aiuto in modo da ottenere un comportamento che altrimenti non verrebbe messo in atto, in quanto non ancora presente nel repertorio comportamentale del bambino.

FADING: consiste nel ridurre gradualmente e poi eliminare gli aiuti utilizzati, a mano a mano che il bambino mostra di non averne più bisogno, al fine di garantire l’acquisizione del comportamento meta e l’autonomia della risposta

SHAPING: è una procedura che prevede il rinforzamento sistematico delle risposte che siano approssimazioni successive sempre più simili al comportamento meta.

CHAINING: è una procedura utilizzata per insegnare lunghe sequenze comportamentali che per un bambino con autismo sarebbero impossibili da imparare tutte in una volta, ma la cui acquisizione è possibile quando l’intera sequenza viene rotta in piccoli comportamenti.

Specifici esercizi per raggiungere gli obiettivi proposti

VBT: il Verbal Behavior Teaching ha lo scopo di insegnare il comportamento verbale a partire dall’analisi funzionale del linguaggio, basata non tanto su ciò che viene pronunciato ma sulla funzione che una specifica comunicazione verbale può avere.

NET: il Natural Environmental Teaching si propone di ricreare contesti o ambienti che appartengono alla vita quotidiana, come la casa, la scuola o una situazione di gioco, con l’obiettivo di dare al bambino opportunità di apprendimento. In questo tipo di esercizi, il punto di partenza è spesso rappresentato dalla motivazione del bimbo.

DTT: il Discrete Trial Teaching è una metodologia molto diffusa che consente di lavorare sia sull’apprendimento di nuove abilità che sul miglioramento di aspetti quali la comunicazione, la motivazione o l’attenzione, nei quali un bambino autistico potrebbe presentare dei deficit. Fornendo degli aiuti, si cerca di fare sì che il piccolo impari nuove cose senza commettere errori, riducendo gradualmente gli indizi come previsto dalle procedure di prompting e fading che abbiamo descritto in precedenza.

Quali sono i campi di applicazione?

Rimane molto diffusa l’idea che l’Analisi Comportamentale Applicata sia la terapia dell’autismo. In verità, le procedure di insegnamento adottate dal metodo ABA promuovono l’apprendimento di abilità socialmente significative in qualunque persona, sia che si tratti di un individuo a sviluppo tipico sia di un individuo con fragilità cognitive o comportamentali.

Prima di iniziare un training è fondamentale costruire una buona relazione con il bimbo tramite il PAIRING, ovvero una procedura in cui il terapista ABA, presentandosi insieme a giochi e attività molto gradite al bimbo, diventa uno stimolo molto positivo. Se il bimbo è contento quando arriva il suo terapista significa che c’è stato un buon pairing.

Conclusioni, il metodo A.B.A. funziona?

Il mondo scientifico evidenzia che i migliori risultati ottenibili da un programma educativo e di supporto basato sul metodo A.B.A. si riscontrano quando il programma è applicato ai bambini in età precoce dai 3/4 anni circa, con un lavoro di 30/40 ore a settimana, per un minimo di 2 anni ed inizialmente all’interno di un rapporto individuale con l’operatore. Inoltre, è fondamentale che i genitori abbiano un ruolo attivo nella terapia.