uso del tablet

L’influenza degli smartphone sullo sviluppo del bambino

La tecnologia digitale è ormai entrata a far parte della nostra vita quotidiana per motivi legati all’attività scolastica, al gioco e tempo libero, a motivi di lavoro o di svago.

Purtroppo però, si rischia di eccedere nel suo utilizzo, sottovalutando i danni irreversibili che può causare soprattutto in soggetti troppo giovani nei quali lo sviluppo delle abilità di base non è ancora ultimato.

Sempre più spesso, i bambini tra i due e tre anni  maneggiano cellulari e tablet dei genitori con disinvoltura, a volte addirittura prima ancora di aver acquisito le competenze linguistiche e motorie proprie della loro età. Spesso infatti, smartphone e tablet sono la soluzione più economica e sempre a portata di mano, in grado di calmare e intrattenere i bambini nei momenti di noia in cui richiedono maggiori attenzioni da parte dei genitori.

Pensiamo, ad esempio, ad un pranzo al ristorante, un viaggio in metropolitana, alla coda all’ufficio postale o al supermercato, quanto può risultare comodo per il genitore che il bimbo guardi video su youtube? Il rischio però è che il genitore stesso non riesca a controllare l’utilizzo di questo” metodo educativo”.

Molti bambini infatti, passano una quantità eccessiva di tempo, anche due o tre ore al giorno, davanti allo schermo di tablet e smartphone già in età prescolare. Attraverso le tecnologie touch possono vedere cartoni e filmati di ogni tipo cercandoli autonomamente, passando spesso da un episodio all’altro senza soffermarsi e senza seguire dall’inizio alla fine una storia narrata.

Dalle più recenti ricerche effettuate in Italia, emerge che un bambino su due ha già usato queste forme di tecnologia prima dei due anni, uno su cinque prima dell’anno di vita, quindi prima ancora di iniziare a parlare. Ciò può comportare una serie di problemi cognitivi, emotivi e relazionali.

Se si tiene conto del fatto che uno dei più importanti traguardi di sviluppo per il bambino, è l’acquisizione delle abilità di autoregolazione, cioè l’abilità che gli permette di monitorare e modulare i pensieri, le emozioni e il comportamento per rispondere ai propri obiettivi, diventa di fondamentale importanza considerare gli effetti devastanti derivanti dall’uso di shut up toys o digital pacifiers adottati per calmare i bambini e alle ricadute che questo uso può avere, sullo sviluppo di meccanismi interni di autoregolazione.

Il bambino “controllato” con un dispositivo non gioca, è uno spettatore passivo che resta affascinato ma non impara a calmarsi attraverso un sistema di autoregolazione interno.

Nei primi due anni di vita si verifica un’enorme crescita cerebrale, maggiore che in altre età, tanto che la dimensione complessiva del cervello raddoppia nel primo anno, raggiungendo circa il settanta per cento della dimensione del cervello adulto e raggiungendo l’ottantacinque per cento di sviluppo verso i  due anni di vita del bambino.
Durante questo periodo il cervello è impegnato a costruire collegamenti strutturali e funzionali, a creare la neuro-architettura essenziale per sostenere la vita e l’apprendimento. Troppa tecnologia a qualsiasi età, ma soprattutto introdotta troppo precocemente, penalizza molto il bambino e l’insieme di esperienze di cui ha bisogno per uno sviluppo completo.

Il cervello, per svilupparsi in tutte le aree, ha bisogno soprattutto di stimolazioni ambientali mediante interazioni umane naturali e di gioco; piazzando i bambini davanti agli schermi li priviamo di questi stimoli e modifichiamo la possibilità di sviluppo del loro cervello. Lo sviluppo neurologico dei bambini è infatti influenzato principalmente dalle loro esperienze di vita quotidiana, dalle interazioni concrete che coinvolgono l’utilizzo di tutti i cinque sensi e dall’attivazione emotiva che lo mette in relazione con il mondo.

Le prime esperienze di apprendimento dei bambini possono influenzare il loro sviluppo neurale a lungo termine. A differenza dell’età adulta infatti, l’infanzia è un momento di cambiamenti significativamente maggiori nella struttura anatomica e nella connettività del cervello.

Esistono inoltre sintomi secondari legati all’utilizzo della tecnologia come i comportamenti sedentari del bambino, che non permettono uno sviluppo motorio nella norma e non favoriscono la salute neurologica infantile a livello strutturale e funzionale.

Il tempo che il bambino trascorre a giocare con videogiochi preparati per lui a cui reagisce passivamene, sottrae tempo in cui potrebbe giocare attivamente sviluppando creatività, fantasia, abilità di problem solving.

Di seguito suggerisco alcuni testi che possono aiutare chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento. Per i genitori che fossero in difficoltà con la gestione della tecnologia con i propri figli o che riscontrassero sintomi di dipendenza e avessero bisogno di consigli su come intervenire è possibile chiedere una consulenza scrivendo a infocentroremida@gmail.com.

Bibliografia consigliata:

Processi cognitivi, motivazione e apprendimento, Cesare Cornoldi, 2018, Ed. Il Mulino

I superconnessi. Come la tecnologia influenza le menti dei nostri ragazzi e il nostro rapporto con loro, Domenico Barillà, 2018, Ed. Feltrinelli

La fabbricazione dei bambini. Una vertigine tecnologica, Francois Ansermet, 2021, Ed. Magi

I nuovi bambini. Come educare i figli all’uso della tecnologia, senza diffidenze e paure, Paolo Ferri, 2014, Rizzoli ed.

Generazione touch. Come educare i figli allo sviluppo delle relazioni sociali nell’era digitale, Gary Chapman, Arlene Pellicane, 2016, Ed. Hoepli

Crescere nell’era digitale. L’uso delle nuove tecnologie nell’infanzia, nell’età scolare e adulta. Quale futuro?, Giorgio Cappellari, 2018, Edilibri

Bambini e tecnologie tra media touch e contesti immersivi , Sabrina Bonacchini, 2015, Edizioni Junior

Giocare e apprendere con le tecnologie. Esperienze 0-6, Cinzia Ferranti, 2018, Ed. Carocci Faber

Le tecnologie educative, Boianti, Calvani, Menichetti, 2017, Carocci Editore