Educare alla mindfulness a scuola

La mindfulnesss è la consapevolezza del presente che nasce educando la propria attenzione. Si tratta di un’attenzione specifica sul “Qui ed ora”, che prevede un atteggiamento mentale e una consapevolezza intenzionale e non giudicante centrata sul momento presente.

E’ molto utile agli adulti e ai bambini, serve per imparare a gestire le emozioni e i momenti di stress, aiuta a vivere meglio il presente, a capirsi, a comunicare, a rispettare sé stessi e gli altri.

E’ una forma di meditazione che può essere appresa fin da molto piccoli, attraverso una serie di esercizi proposti sotto forma di gioco, che hanno la finalità di soffermarsi su cosa stiamo vivendo in questo momento anziché occuparsi delle ansie per il futuro o vagare nei ricordi emotivi del passato.

La mindfulness con i bambini

I bambini sono sottoposti a continui stimoli, richieste, informazioni e a livelli di attivazione e di stress a volte molto intensi. La mindfulness  permette al bambino di concentrarsi sul presente, sul sé, permette di prestare attenzione al vissuto personale emotivo e di pensiero, vivendo così la quotidianità in modo profondo e consapevole, distaccato dalla frenesia del quotidiano e più vicino alla semplicità e alla creatività tipiche della spensieratezza dei bambini.

La mindfulness può essere insegnata ai bambini a partire dai 3 anni: in ambito scolastico, all’interno del gruppo classe, in coppia con la mamma (che può imparare a gestire le emozioni e lo stress), singolarmente o in gruppo. Viene insegnata attraverso giochi, tecniche di respirazione, di visualizzazione e rilassamento.

In questo modo, si educa l’intelligenza emotiva e si diminuisce l’ansia, riuscendo anche a gestire meglio altre emozioni come ad esempio la rabbia o comportamenti aggressivi che si possono manifestare all’interno del gruppo come bullismo e mobbing.

I bambini sono spontaneamente predisposti alla meditazione, basta osservare come riescano ad essere assorti nella loro attività di gioco, quando nulla sembra distrarli e tutto intorno appare inesistente.

Questa tecnica meditativa, è quindi utile per calmare i bambini e renderli più attenti e meglio predisposti alla vita di gruppo e all’apprendimento, migliorando i livelli di attenzione e concentrazione, riducendo la distraibilità anche nei bambini con Disturbo d’Attenzione con Iperattività (ADHD).

La produttività, la creatività e la capacità di attenzione in alunni che praticano la mindfulness regolarmente è maggiore così come la capacità mnestica di ragionamento e monitoraggio di pensiero.

La gestione della rabbia

Spesso si insegna ai bambini a “non arrabbiarsi” in quanto questa emozione è ritenuta socialmente inaccettabile. E’ invece opportuno insegnare ai bambini “come arrabbiarsi” ovvero, come esprimere e gestire questo sentimento molto frequente che fa parte delle comuni esperienze quotidiane.

Imparare a spiegare agli altri cosa ha generato la rabbia e imparare a manifestarla in modo accettabile e adeguato è un importantissimo strumento adattivo per il bambino che gli permetterà di vivere in modo migliore la vita di gruppo.

Attraverso la mindfulness il bambino può essere educato e accompagnato a una corretta espressione delle emozioni. Possiamo aiutarlo a recuperare la calma, persa dalla comparsa dirompente di una o più emozioni, attraverso esercizi di respirazione.

Ad esempio, nel caso della rabbia, è importante riuscire a bloccare questa emozione, prendere le distanze e riflettere (per i bambini andare nell’angolo della riflessione), concentrarsi su quello che sta accadendo e sui possibili modi per risolvere quella situazione. E’ importante concentrarsi sul proprio respiro e rilassarsi.

Potete quindi suggerire al vostro bambino arrabbiato di fermarsi quando si accorge di provare questa emozione, di allontanarsi dalla situazione e di fare dei grandi respiri per rilassarsi, di provare a concentrarsi sul proprio corpo per sentire dove sente la rabbia, in che parte del corpo e con che sintomi.

Potrete in seguito provare a focalizzare l’attenzione sui pensieri che generano l’emozione e aiutare il bambino a chiedersi in quale altro modo potrebbe vedere quella situazione, in quale altro modo potrebbero vederla le altre persone che vivono con lui quel momento, provare a immaginare dunque la mente dell’altro, il punto di vista altrui.

Proviamo quindi a ripulire dal senso di ingiustizia e di “catastrofizzazione” il punto di vista del nostro piccolo ometto arrabbiato e, aiutiamolo a trovare nuove soluzioni al problema.

Applicare la mindfulness a scuola può essere la vera soluzione per formare futuri adolescenti e adulti in grado di riconoscere e gestire le proprie emozioni, significa quindi prevenire problematiche emotive e comportamentali, disturbi d’ansia, comportamenti aggressivi, oppositivi, bullismo, autolesionismo, stress.

La pratica mindfulness per adulti

Ovviamente la mindfulness è indicata anche per gli adulti, insegnanti, educatori e genitori spesso in preda allo stress, che riescono a educare con le parole ma rischiano di non essere coerenti nei comportamenti e spesso, per primi non riescono a gestire le proprie emozioni.

Ogni mattina, è opportuno iniziare la giornata con un quarto d’ora almeno dedicato alla mindfulness, anche in coppia con il proprio partner o figlio, concentrandosi sul presente, prestando attenzione al momento che si sta vivendo, ai suoni, ai colori, alle sensazioni corporee e agli odori percepiti insieme nel qui ed ora, stupendosi della loro bellezza. Il tutto può avvenire anche sotto forma di gioco mentre si percorre insieme il tragitto per raggiungere la scuola.

Educare alla mindfulness a scuola

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